I vostri peggiori incubi su una possibile acquisizione di The Pirate Bay potrebbero diventare realtà: l’azienda svedese di software Global Gaming Factory X AB comprerà la Baia dei Pirati per 7,7 milioni di dollari. Proprio loro i difensori del p2p libero, i paladini del file sharing e del copyleft che sembrava non volessero arrendersi neanche davanti a una multa da 3,6 milioni di dollari e una condanna ad un anno di carcere, cedono le armi e rischiano di fare la fine di Napster. Il CEO di Global Gaming Factory ha dichiarato: “L’idea è quella di usare la tecnoligia di Peerialism che rende l’utilizzo della banda più efficiente. Peerialism modificherà il tracker e sarà retrocompatibile. Ma tutto questo è soggetto a cambiamento, se per qualche ragione non dovesse funzionare”. Secondo il Financial Times, il nuovo corso di Pirate Bay potrebbe adottare un modello finanziario di network di file sharing – una sorta di “ecosistema” – alternativo. Le aziende Tlc, che sono oberate dal troppo traffico sui propri sistemi, potrebbero pagare per inviare parte di questi dati su un simile network. Invece chi condivide i dati potrebbe guadagnare, usando i ricavi per pagare i detentori di diritti di musica e video. Stando a quello che ha dichiarato Peter Sunde / BrokeP, The Pirate Bay sopravviverà, qualsiasi cosa succeda. Ma rischiare che venga spento il tracker e spargere le ceneri al vento significa davvero sopravvivere? Forse no. “Su internet le cose muoiono se non si evolvono – si legge sul lbog di TPB -, e noi non vogliamo che questo accada. Abbiamo lavorato a questo progetto per molti anni. E’ tempo di coinvolgere altre persone, con una metodologia che sia sicura per tutti. Ne abbiamo bisogno o il sito morirà. E lasciar morire TPB non ci è concesso. (…) La vecchia squadra resterà in gioco, in un modo o nell’altro. E non smetteremo neanche di essere attivisti politici di internet, anzi l’opposto.
TPB avrà la forza economica di fare in modo di evolversi. Farà squadra con grandi tecnici per migliorare i protocolli. E noi, quelli interessati ad altro, oltre che alla tecnica, avremo modo di concentrarci su questo. E vogliamo vincere.
I profitti della vendita andranno ad una fondazione che avrà lo scopo di aiutare progetti che si occupano di libertà di parola, libertà di informazione e di apertura delle Reti. Speriamo che tutti diano una mano e capiscano che questa è la scelta migliore per tutti. Don’t worry – be happy!”.







