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Ecco la bufala del momento: i tanti bug di Yosemite

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Apple ha da poco rilasciato OS X 10.10 Yosemite che già dall’ultima beta sembrava dover battere tutti i record di installazione nella prima settimana. Invece i download superano leggermente quelli di Mavericks (che pochi non erano) e arrivano a coprire circa il 13% dei Mac in circolazione solo nel primo weekend.

(Melablog)

(Melablog)

Probabilmente questa frenata deve aver influito molto sui giudizi, dati da qui a qualche giorno, dai siti più rinomati che trattano temi inerenti la casa di Cupertino. Si legge di connessioni wi-fi imprendibili, dove l’unica salvezza rimane il buon vecchio “spegni e riaccendi”, cioè roba che nemmeno Windows sVista. Oppure di Safari, lento e costantemente in crash, mentre a dirla tutta non ho mai provato una versione più stabile e veloce della 8.0. Si è parlato anche del trackpad: non risponde più ai comandi, le gesture a quattro dita sono impazzite. E Game Center, viene accusato di dimenticarsi la foto del profilo utente al momento del primo login.

Ma la vera chicca la spara nientepopodimeno che Melablog. Leggete qui:

Non trascinate mai file multipli come allegati ad una mail in Yosemite, almeno fino al rilascio di un aggiornamento, perché questo causerà uno spaventoso memory leak nel sistema. In pratica, Mail comincerà divorare la memoria RAM del vostro computer, fino a saturarla e bloccare l’app. L’unica soluzione è la chiusura forzata attraverso Monitoraggio Attività.”

Io ovviamente l’ho tatto, e filmato il tutto:

Chiaramente non sono qui a dire che Yosemite è il sistema operativo perfetto, anzi. Ma sicuramente la valutazione di un software così complesso e articolato non può essere fatta contando i bug presenti dopo l’installazione su di una sola macchina. Alcuni utenti hanno riscontrato dei problemi, ma molti no. Molti pensano, incluso il sottoscritto, che questa release di OS X sia una delle migliori da qui a molti anni. I tempi di avvio, per esempio, si sono radicalmente abbassati, e questa è un test che ognuno di noi può fare. Ci basta semplicemente cronometrare i minuti che passano dal login fino al caricamento completo del desktop.

A parità di elementi all’avvio il mio Pro con Yosemite, impiega 50 secondi in meno rispetto a Mavericks. Numeri enormi, se si pensa che da Snow Leopard fino ad oggi, i tempi di caricamento erano andanti sempre aumentando.

Quindi il consiglio per chi avverte problemi sostanziali nell’utilizzo di Yosemite, è quello di provare a installare da capo il sistema. Magari eseguendo l’installazione attraverso un ripristino completo. So che non è il massimo dell’eleganza, soprattutto per un utente Apple, ma sono molte le cose possono andare storte al momento dell’aggiornamento: confusione tra permessi, accessi negati, password dimenticate o il finder che va in tilt. Ma questo dipende soprattutto da come avete preparato il vostro Mac all’upgrade. Qui Stefano Donadio di Spider Mac elenca degli ottimi consigli su come “pulire” il computer prima del passaggio a Yosemite, e se seguiti con attenzione possono davvero fare la differenza.

In conclusione, l’unica vera pecca di questo OS X 10.10 sono alcune delle scelte estetiche adottate da Jonathan Ive, che molte volte creano vero disturbo. Come il caso delle cartelle blu-evidenziatore: fastidiosissime se si usa il Mac in una stanza scarsamente illuminata. Chissà se Jobs avrebbe avuto qualcosa da ridire in proposito, perché ora il “Senior Vice President of Design” di Apple, qualche passo falso lo sta facendo. 

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Drario

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