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Guida: ecco cosa fare se si versano liquidi su MacBook

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Prologo:

Ieri sera mentre suonavo con la mia band in sala prove ho disgraziatamente rovesciato un bicchiere  di birra (pieno) sul mio MacBook Pro 13” (acceso e a pieno regime). La vista e la presa coscienza del danno sono state una coltellata al cuore e i miei tempi di reazione diciamo che non sono stati proprio rapidissimi. E’ stato più o meno come vedere un blocchetto da mille euro finire nel gabinetto mentre lo scarico è in funzione e non c’è molto che tu possa fare, se non sudare freddo e maledirti,  maledire le panette di burro che ti ritrovi al posto delle mani. Ma nonostante il danno, io in questo momento vi sto scrivendo dal mio MacBook che, ancora in dopo sbronza non accenna a nessun tipo di acciacco o indecisione. Com’è possibile, vi starete chiedendo? Ebbene io non ho la risposta, ma posso indirizzarvi nella giusta procedura nel caso in cui una pinta di birra si rovesci completamente sul vostro MacBook.

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fase uno: SUDARE FREDDO E PRENDERE COSCIENZA DELL’ACCADUTO

Guardare il vostro bambino iniziarsi all’alcool bevendo sotto i vostri occhi una pinta di Guinness a goccia può lasciarvi impietriti. Ma non disperate, appena passato il brivido freddo che con ogni probabilità vi attraverserà la schiena, attivatevi, reagite ed eseguite.

fase due (la più importante): SPEGNETE AD OGNI COSTO LA MACCHINA

Qualsiasi sia l’intralcio o l’ostacolo che si oppone tra voi e il tasto di accensione/spegnimento del MacBook dovete superarlo, costi quel che costi, in tempi brevissimi: ogni millisecondo di troppo può essere fatale per il nostro costosissimo e amatissimo computer.

fase tre: IMPRECARE CONTRO DELLE DIVINITA’ (A VOI LA SCELTA OVVIAMENTE)

Una volta spento il computer inizierete un turpiloquio verso il vostro santo preferito, senza nemmeno prendere fiato tra un complimento e l’altro. Dopo di che punterete il dito contro voi stessi, maledicendovi e pregando il santo in questione di fulminarvi all’istante. Quando ricomincerete a vedere nitido e la vena nella vostra tempia non sembrerà più un pitone incazzato sotto pelle, le voci dei vostri compagni di band intorno a voi riprenderanno volume e riuscirete a cogliere chiaramente due parole, importantissime e verissime: “ahahahahah” e “coglione, ahahaha”.

fase quattro: FARE IL MIRACOLO E SALVARE MACBOOK

Ora, anche se i vostri compagni di band non hanno finito di appellarvi in modo appropriato è il momento di congedarsi, prendere il computer e spostarsi in un luogo asciutto. A questo punto attrezzatevi di un’aspirapolvere, io in sala prove ne avevo una di quelle modello industriale ed è stata la mia salvezza. Poggiate l’ubriacone su un tavolo e adagiate sopra la tastiera un panno asciutto (va bene anche la camicia in cotone che stavate usando per suonare se non è troppo sudata). Adesso arriva il bello. Regolate la potenza dell’aspirapolvere, e se è industriale, mi raccomando non mettetela al massimo. Altrimenti la tastiera del vostro MacBook farà più o meno la stessa fine delle monetine da 1 centesimo che aspirate quando non avete voglia di raccoglierle dal pavimento.

Una volta appurato questo mettete la mano sul panno in maniera tale da tenerlo il più disteso possibile. Puntate il bocchetto dell’aspirapolvere contro il vostro MacBook e… accendete. Incomincerete a vedere il panno inondarsi della birra versata poco prima. Buon segno. Continuate così, passando l’aspirapolvere su tutta la superficie della tastiera e anche nell’apertura che separa il case dal monitor, e in ogni presa posta ai lati. Quando vedrete che la camicia inzia a non inumidirsi più vuol dire che il possibile che c’era da fare è stato fatto. Ora non vi resta che tenere il MacBook in un luogo asciutto per almeno 12 ore, senza mai accenderlo. Andare a ripulire la birra che è finita sul pavimento e pregare (magari infilandoci anche delle scuse) il santo che avete chiamato in causa poco prima.

fase cinque: SVEGLIARSI LA MATTINA E SCOPRIRE CHE…

L’ultima fase. Quella della verità. Mettete il vostro computer sulla scrivania, dietro di voi i parenti più stretti, qualcuno vi poggia la mano sulla spalla e vi sussurra frasi di incoraggiamento. A quel punto trattenendo il fiato poggiate il dito sul tasto di accensione e premete. Un bagliore bianco vi investirà accompagnato dal quel suono, il SUO suono.

A questo punto iniziarà dentro di voi il classico giro di promesse che non manterrete mai: “Non metterò mai più birra vicino al computer” o “Non berrò mai più mentre uso il computer” o addirittura alcuni “Non berrò mai più”. Magari sentirete i tasti della tastiera un po’ indolenziti ma questo sarà a causa del drastico intervento con l’aspirapolvere. Assicuratevi che il wifi funzioni, che tutte le prese funzionino (alimentazione, firewire, usb, mini jack) e infine sgridate il vostro bambino, facendovi promettere che se la prossima volta ha intenzione di ubriacarsi che lo faccia con qualcosa con la minor percentuale di H2O possibile, per esempio dei super alcolici, o liquori a gradazione elevata. 


ultima fase: CONCLUSIONE

Ovviamente questo metodo “ortodosso” è rivolto a chiunque possieda un MacBook e non sia in condizioni di aprirlo, anche perché in questo caso un po’ di birra prima di finire sopra la tastiera era stata bevuta. Quindi se avete amici pratici del mestiere conviene sempre aprire e asciugare con cura, così da evitare ogni pericolo, anche nel tempo.

Probabilmente dopo questa disavventura ho accorciato la vita del mio portatile di qualche anno ma per adesso tutto funziona alla perfezione. Che dire, aggiornerò l’articolo se ci saranno novità, magari da un PC. 

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Drario

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