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Tim Cook intervistato dal Wall Street Journal. Ecco la traduzione integrale in italiano.

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Tim CookIl numero uno di Apple ha parlato ai microfoni del Wall Street Journal qualche giorno fa, andando a chiarire alcuni punti chiave di quella che sarà la nuova politica dell’azienda negli anni a venire. Ecco l’intervista integrale tradotta in italiano.

WSJ: C’è una leggera percezione che Apple sia diventata una società che non cresce più. Cosa rispondi?

TC: L’anno scorso, siamo cresciuti di un miliardo. Si, le percentuali sono più piccole di anno in anno, ma non significa che Apple non sia una società che non cresce più. Abbiamo avuto un netta crescita, essendo passati da 65 a 170 miliardi. Numeri senza precedenti. Io personalmente non conosco nessuna compagnia che ci sia mai riuscita. Il fatto che quando si dice che si passa da 14 a 15  è poco, ma se messo nel contesto giusto è difficile affermare che non siamo una società che cresce. Lo scorso trimestre è stato interessante per un sacco di motivi. Abbiamo raggiunto le maggiori vendite di sempre per iPhone, iPad e Mac. In un’industria dove i PC perdono terreno noi abbiamo ottenuto il 19% del mercato. E questo è fantastico.

WSJ: Cosa sta succedendo nei mercati emergenti?

TC: Una delle nostre sfide negli ultimi anni è stata di entrare nei mercati emergenti. Se si guardano  Mac e iPod possiamo vedere come questi prodotti siano andati benissimo nei paesi sviluppati. Mentre hanno sempre trovato difficoltà nei mercati emergenti. Per primo è stato iPhone ad aver preso piede nei mercati emergenti come Cina, Russia, Brasile ecc..

In Cina, se si guardano gli ultimi 12 mesi, nessuno ha ottenuto i nostri numeri. Il nostro fatturato è cresciuto da 29 a 30 miliardi. E di questo siamo molto orgogliosi.

WSJ: Quali sono i problemi nei paesi sviluppati?

TC: In nord america è stata una vera sfida. Non abbiamo avuto una crescita netta, e questo ovviamente influisce molto sul risultato finale per una società. Il Giappone è la chiave del nostro mercato. Rappresenta circa il 9% del nostro fatturato. Ed è strano per una compagnia americana avere tali profitti in Giappone.

WSJ: Hai detto che Apple lancerà nuove categorie di prodotti nel 2014. Ci saranno anche upgrade sostanziali nei prodotti già sul mercato?

TC: L’ultimo periodo è stato molto proficuo per noi. Abbiamo lanciato nuovi prodotti come iPad Air e iPad Mini Retina, Mavericks, iOS 7 e ricostruito l’intera linea Macintosh. Non ultimo, per la prima volta abbiamo lanciato due prodotti contemporaneamente: iPhone 5c e iPhone 5s.

WSJ: Il mercato ha criticato i vostri smartphone? Avete sempre puntato alla qualità più che alla quantità?

TC: Nel mondo degli smartphone ci sono tre tipi di telefoni: i telefoni normali, gli smartphone che vengono utilizzati come telefoni normali e i veri smartphone. Credo che il mercato adesso punti più sull’ultima opzione. Dal nostro punto di vista non ci interessa quanti “feature phones” sono venduti perché comunque rientrano tutti tra i futuri potenziali acquirenti di smartphone. E questo vale anche per la seconda categoria.

Siamo tra i primi produttori di smartphone nel pianeta. Ovviamente vorrei fossimo in testa in ogni regione e se c’è un modo per farlo senza stravolgere la nostra linea di prodotti noi lo troveremo, stando attenti a non mettere il marchio Apple su prodotti di scarsa qualità.

WSJ: La gente vorrebbe uno schermo più grande su iPhone. Sei contro questa idea?

TC: Abbiamo più volte detto che non lo faremo finche la tecnologia non sarà pronta. Vogliamo dare ai nostri clienti la cosa giusta al momento giusto. Senza guardare solamente alla taglia, ma con un occhio per la risoluzione e la definizione dei display.

WSJ: Il mercato degli smartphone seguirà quello dei PC fino a diventare un’unica cosa?

TC: Non credo che andrà così per diverse ragioni. Se torniamo a guardare la battaglia tra Windows e Mac, noterai che una delle cose principali che separava i due sistemi erano le applicazioni. C’era un’enorme differenza tra il numero di applicazioni disponibili per  Macintosh rispetto a quelle per Windows. Col passare del tempo la distanza è cresciuta esponenzialmente. Noi abbiamo più di un milione di app per iOS, e più di mezzo milione sono state ottimizzate per iPad. (Ce ne sono solo 1000 per i tablet Android). Questa è una delle ragioni, nonostante non sia l’unica, del perché fare un tablet Android sia così poco proficuo, le app disponibili non sono niente più che delle app per smartphone ingrandite.

L’altro fatto è che Windows tutto sommato è una cosa sola, mentre Android è come l’Europa. Ovvero un nome che qualcuno ha inventato per gli americani che non riuscivano a capire che l’Europa erano tanti stati diversi da quelli americani. Android è molte cose: tante persone che usano Kindle sanno che stanno usando Android? Non si può fare un confronto, qui si parla del giorno e della notte. Quindi no, non li vedo come la stessa cosa, e non lo sto dicendo solo perché io sono alla Apple e capisco il mondo dei PC perché ci sono dentro. Basta parlare con la gente – ovvero l’utente medio – per capirlo.

WSJ: Google ha venduto Motorola a Lenovo. Cosa ne pensi?

TC: La cosa non mi ha sorpreso, sembrerebbe una transazione molto logica. Google voleva sbarazzarsi di un pezzo che gli faceva perdere soldi, e a cui non era interessato. Credo che sia molto difficile fare hardware,  software, servizi,  e collegare tutto insieme. Questo è quello che rende Apple così speciale. È veramente molto difficile, e non mi sorprende che loro non vogliano farlo.

WSJ: Alcuni investitori ti vogliono più aggressivo sulla questione  “guadagno”.  Cosa ne pensi?

TC: Abbiamo iniziato a restituire i soldi agli azionisti del 2012. Si trattava di una combinazione di dividendi  e riacquisti. Siamo diventati uno dei più grandi contribuenti  in tutto il mondo e abbiamo avuto il più grande programma di riacquisto di azioni nella storia. Riconosciamo di avere più soldi di quelli che ci servirebbero per mandare avanti il nostro business – da investire per il futuro, da investire in nuovi prodotti e per acquistare nuove compagnie –  ne siamo totalmente consapevoli.

Vogliamo che il programma sia flessibile,  prendere i vantaggi dalle opportunità che ci arrivano. E queste opportunità possono essere acquisizioni. Negli ultimi 15 mesi abbiamo acquisito 21 compagnie. Lo stiamo facendo sottovoce, senza fare grandi annunci, questo dimostra che abbiamo cercato a lungo e abbiamo fatto acquisti intelligenti.

WSJ: Apple non ha mai fatto un acquisto da miliardi di dollari. Google compra tutto, anche i vostri vecchi amici della Nest. Questo può far cambiare i vostri piani  in prospettiva di grandi accordi futuri?

TC: Abbiamo guardato alle grandi compagnie, e non è detto che non faremo grandi acquisti. I soldi non ci bruciano in tasca mentre stiliamo una lista di 10 candidati e scegliamo il migliore. Non abbiamo problemi a spendere nella compagnia giusta, nei migliori interessi di Apple nel lungo termine. Nessun problema, zero. Ma non abbiamo nessuna intenzione di comprare qualcosa solo per il proposito di essere grandi. Cerchiamo qualcosa che renda i prodotti ancora più fantastici, qualcosa di molto strategico. Queste sono tutte cose importanti per noi, e siamo sempre alla ricerca della grandezza senza dar troppo peso alla taglia.

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Drario

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