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Bloomberg intervista la dirigenza Apple

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”Cosa, Noi preoccupati?” [Il titolo della copertina di Bloomberg business week]

Tre bei sorrisi e un grande titolo valgono più di mille parole. Tim Cook (al centro) Craig Federighi (a sinistra) e Jony Ive sono i protagonisti di Bloomberg Business Week di questa settimana. Indubbiamente i complimenti vanno a Bloomberg, capace di far parlare il trio di Cupertino, cosa non da poco, insieme in una sola intervista, cosa mai successa. I dirigenti Apple molto sorridenti, si dicono fieri del lavoro svolto fino ad ora dalla società e molto lontani dall’idea che questa possa essere in decadenza o, peggio, finita. Sicuri del lavoro svolto, inoltre, nella lunga chiacchierata non manca qualche parola sulla concorrenza, forse più di qualche parola. Il CEO Tim Cook spiega come Nokia sia una specie di clone di Apple e Microsoft un gruppo morto a causa delle sue idee ormai passate.

Ecco alcuni punti salienti dell’intervista:

Riguardo alla situazione in borsa, Cook, spiega di non essere preoccupato, perchè è sicuro che Apple non è un marchio spazzatura:

«Non divento euforico quando le azioni salgono, non mi taglio i polsi quando scendono. Sono salito sulle montagne russe troppe volte».

Anche se ora il mercato sembra indirizzarsi su i device che riescono a dare il massimo con un costo molto contenuto, i cosiddetti dispositivi low cost, Tim non sembra essere preoccupato nemmeno da questo e spiega:

«È capitato in tutti i mercati che ho visto. Succede per l’intera elettronica consumer, dalle fotocamere ai PC, dai tablet ai telefoni e capitava, nel vecchio mondo, dai videoregistratori ai DVD. Non riesco a pensare a un singolo mercato di elettronica di consumo dove non sia capitato. […] Ci sarà sempre una larga presenza di immondizia sul mercato. Ma noi non facciamo parte di questo junk business. Vi è un settore del mercato che davvero ricerca un prodotto che sia curato e noi vogliamo competere come pazzi per raggiungere questi consumatori. Non perderò il sonno per pensare ad altri segmenti, perché non rappresentano quello che siamo. Fortunatamente, entrambi i settori sono così grandi e c’è così tanta gente che si preoccupa e desidera il massimo dell’esperienza dai loro telefoni e tablet, da permettere ad Apple di fare dell’ottimo business.

Il CEO fa il punto della situazione anche su Android, spiegando come il sistema operativo di Google non sia una cosa sola, in riferimento all’eccessiva frammentazione e il grande distacco che c’è tra un versione e l’altra. Infatti ad oggi (parla sempre Tim Cook) l’ultima versione di Android, Jelly Bean, è in uso nel 45% dei dispositivi, mentre iOS 7 ha superato questa percentuale di adozione addirittura nelle prime ore dal rilascio. Come avrete capito, nella chiacchierata tra la dirigenza Apple e Bloomberg ci sono davvero tante informazioni interessanti, potete trovarla qui.

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Fonte| Bloomberg business week

Info sull'Autore

ha cominciato a scrivere per Apple Tribù nel 2012. E' un liceale con tante idee, ama la tecnologia, i social network e la musica. Puoi trovare Giovanni su , e .