UXDE dot Net

Drew Houston: i servizi offerti nel mercato tecnologico di oggi sono creati per chiudere la mentalità dell’utente

Pubblicato da il

Al  Mobile World Congress 2013 tenutosi a Barcellona, Drew Houston, CEO di Dropbox, ha espresso il suo parere sulla chiusura delle piattaforme Cloud, prendendo come esempio negativo iCloud (sistema nuvola di Apple inc).

dropbox-icloud

Drew Houston, salito sul palco del Mobile World Congress di Barcellona, esprime la sua paura riguardo la chiusura delle piattaforme ”nuvola”. Cominciando il suo discorso, non a caso, il CEO di Dropbox prende in esempio il servizio cloud offerto dal gruppo di Cupertino. Dropbox, spiega Houston, gestisce miliardi di dispositivi discrepanti ogni giorno; la sua critica è rivolta verso i servizi che isolano l’utente, lo blindano in un ambiente scoraggiandolo a valutare tutti i servizi a sua disposizione. Secondo Drew questo è proprio quello che fa iCloud. Sfortunatamente il mercato è impostato da tempo in modo limitato e bizzarro. Così Drew Houston fa di nuovo riferimento a iOS e questa volta anche ad Android, sistemi che sarebbero destinati a non condividere fra loro nessun tipo di contenuto o file. Il CEO dichiara:

“Non ci si dovrebbe preoccupare del logo posto sulla scocca del telefono o del computer: dovrebbe semplicemente funzionare con tutto quel che possiedi. È questa la tipologia di limitazione che vogliamo contribuire a far sparire.”

I più grandi produttori di smartphone evitano un apertura su questo fronte che non porterebbe più un utente a scegliere un prodotto o servizio e non tornare più sulla sua decisione. Su questo però veniamo rassicurati:

All’inizio c’è voluto un po’ perché volevano costruire i propri servizi Cloud. Se Dropbox è presente su ogni piattaforma, si domandavano, come avrebbero differenziato il prodotto?
Ma alla fine l’hanno lanciato e la gente se ne è innamorata. La differenziazione stava nel modo in cui hanno integrato Dropbox all’interno delle esperienze chiave del telefono, restituendo un’esperienza integrata e senza soluzione di continuità.

Sebbene personalmente riesca a capire e condividere (tanto per rimanere in termini) il pensiero di Drew Houston, sono sicuro che  ogni utente abbia la lucidità di pensare con la propria testa. Facendoci caso: chi sono i produttori che ”blindano in un ecosistema” un utente? Casualmente proprio quelli che offrono i servizi migliori. Cioè, chiariamo, se io utente sono stabile sulle mie scelte non è perchè non ho la possibilità di cambiare, ma esclusivamente perchè mi trovo a mio agio con queste. In più, se ancora questo non è convincente, penso che il grande successo di Apple sia cominciato molto tempo prima che si dicesse che questa avesse privato i suoi consumatori di una scelta a 360 gradi. Che ne pensate?

 

Info sull'Autore

ha cominciato a scrivere per Apple Tribù nel 2012. E' un liceale con tante idee, ama la tecnologia, i social network e la musica. Puoi trovare Giovanni su , e .